Appuntamento a cura del DILL dell’Università di Udine
La poesia di Celso Macor interpretata dall'arte di Dario Delpin
Dal 18 al 23 maggio in mostra a palazzo Antonini Cernazai
le opere ispirate ai versi della raccolta "Impiâ peraulis"
Sarà inaugurata martedì 19 maggio alle 17.30 la mostra “I versi di Celso Macor (1925-1998) nelle opere di Dario Delpin – I viers di Celso Macor (1925-1998) intes oparis di Dario Delpin”, nel secondo atrio di palazzo Antonini (via Petracco 8) a Udine.
L’esposizione è organizzata dal Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Università di Udine in collaborazione con il Centro interdipartimentale di ricerca sulla lingua e la cultura del Friuli, il Centro internazionale sul plurilinguismo e la Società filologica friulana.
La mostra propone le opere grafiche realizzate da Dario Delpin ispirate alle poesie di Macor contenute nella nuova edizione della raccolta di poesie "Impiâ peraulis", pubblicata dalla Società Filologica Friulana per il centenario della nascita del poeta e a 45 anni dalla prima edizione. La mostra a è completata da pannelli che propongono i significativi versi Macor in quattro lingue – friulano, italiano, tedesco e sloveno.
Ciò che unisce i due artisti – il poeta e il pittore – sono l’affetto per Versa, il paese natale di entrambi, nel comune di Romans d’Isonzo, e l’attenzione per aspetti e momenti di un mondo e di una società in rapida trasformazione, in particolare nel Goriziano, delicato e complesso territorio di confine.
La mostra è aperta dal 18 al 23 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19.
Celso Macor (1925-1998), figlio di un contadino e oste del Friuli, fu giornalista, scrittore, poeta e uomo politico di tempra singolare. Sia con la sua opera letteraria, sia come capo ufficio stampa della città di Gorizia e come pubblicista poliedrico, egli fu tra i pionieri dell’avvicinamento e del dialogo fra tre culture — quella friulana, quella slovena e quella tedesca — in una regione di confine lacerata da due guerre mondiali. Oltre ai testi legati al paesaggio e alla montagna — Macor fu un esperto alpinista —, parti considerevoli della sua opera si trovano in "I fucs di Belen" (I fuochi di Beleno), nella "Trilogia Isontina" e in "Svualâ senza slaifs" (Volo senza catene).
Dario Delpin è pittore acquerellista, il suo maestro è stato Paride Castellan, allievo di Giovanni Fattori. La sua collaborazione con Biagio Marin è sfociata nella cartella di acqueforti e versi “Laguna”. Ha poi collaborato con Celso Macor ed Elio Bartolini, autori di opere letterarie in italiano e friulano. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche, private, museali, italiane e straniere.