Ricerca finanziata dall’Unione europea con 860 mila euro e partecipata dall’Università di Udine

BioBox, progetto per migliorare il verde delle città con azioni a favore di uccelli, impollinatori e pipistrelli

Siti pilota a Udine, in città e nel campus scientifico dell’Ateneo, nell’area del Consorzio Ponterosso Tagliamento di San Vito al Tagliamento e a Villaco

Migliorare la biodiversità delle aree verdi urbane “assumendo” come sentinelle uccelli, insetti impollinatori e pipistrelli, utilizzando misure semplici, economiche, adatte agli ecosistemi locali. È l’obiettivo di BioBox, progetto biennale transfrontaliero Italia-Austria partecipato dall’Università di Udine e finanziato dall’Unione europea con circa 860mila euro. Partner dell’iniziativa sono il Comune di Udine, il Consorzio di sviluppo economico locale del Ponterosso Tagliamento di San Vito al Tagliamento, l’Università di Scienze applicate della Carinzia di Villaco (capofila) e l’azienda R3GIS. L’intento è quello di integrare scienza, tecnologia e partecipazione delle comunità locali per riqualificare i contesti urbani rendendoli più ospitali per piante e animali. L’efficacia del progetto sarà testata in siti pilota dei tre partner istituzionali. Ma il modello è replicabile anche nel giardino di casa, negli spazi verdi delle scuole o in altre aree urbane e aziendali. Il lavoro sarà guidato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. Ne fanno parte Francesco Boscutti, responsabile scientifico del progetto, Cristian Marchioli, Elisa Petrussa, Maurizia Sigura e Costanza Uboni.

La presentazione

Il progetto è stato illustrato oggi a Palazzo di Toppo Wassermann a Udine. Hanno portato i saluti: il rettore, Angelo Montanari; il direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, Edi Piasentier; per il Comune di Udine, l’assessore a lavori pubblici, viabilità, verde pubblico, Ivano Marchiol, e la dirigente del Servizio verde pubblico e impianti sportivi, Anna Spangher, e il presidente del Consorzio di sviluppo economico locale del Ponterosso Tagliamento di San Vito al Tagliamento, Sergio Barel. Il progetto è stato illustrato dal coordinatore scientifico, Francesco Boscutti dell’Università di Udine. A seguire sono intervenuti Alice Bordignon (R3GIS), Marta Polizzi (Università di Scienze applicate della Carinzia) e Costanza Uboni, Maurizia Sigura e Cristian Marchioli (Università di Udine).

Perché BioBox

Il verde urbano svolge un ruolo centrale nel mitigare gli impatti ambientali delle città e migliorare la qualità di vita della popolazione. Oltre a contribuire alla regolazione microclimatica e alla riduzione degli inquinanti, è un elemento chiave per mantenere e potenziare la biodiversità in contesti fortemente antropizzati. Poiché una parte rilevante del verde urbano è costituita da aree private, è importante promuovere pratiche diffuse e replicabili per rafforzare la funzionalità ecologica complessiva del tessuto urbano.

Le buone pratiche

Il progetto prevede l’introduzione di metodi di monitoraggio semplici da applicare per utenti privati e pubblici. Per migliorare la consapevolezza del contributo del singolo a supporto della biodiversità verranno promosse campagne di sensibilizzazione rivolte a cittadini, aziende e amministrazioni. Fondamentale sarà garantire una durata efficace nel tempo delle azioni intraprese, perché i processi ecologici si sviluppano su scale temporali più lunghe rispetto a quelle dei progetti.

Le attività

Sono sei le principali misure previste dal progetto: prati per insetti impollinatori, la gestione dei prati con sfalcio differenziato, rifugi (bug hotel) per impollinatori, siepi “quattro stagioni”, installazione di casette per uccelli e pipistrelli, conservazione e creazione di microhabitat per la fauna.

Il manuale per il fai da te

Nell’ambito del progetto è stato realizzato un piccolo manuale, il “Booklet BioBox”, a disposizione di tutti gli interessati. Una sorta di “cassetta degli attrezzi” in cui si illustrano nei particolari le attività del progetto e la sua realizzazione passo dopo passo. Uno strumento utile anche per chi volesse adottare in tutto, o in parte, le azioni descritte negli spazi verdi a sua disposizione.

LE SEI MISURE DI BIOBOX

I prati per l’impollinatori

L'obiettivo dei prati per impollinatori è creare habitat per il sostegno di insetti impollinatori o altre specie utili. Con la messa a dimora di specie spontanee e autoctone si punterà a garantire un cotico erboso che sia fonte costante di nettare e polline. Queste aree fungono anche da rifugio, contrastando il declino degli impollinatori e rafforzando la resilienza dell’ecosistema locale. È prevista anche la realizzazione di “scacchiere erbose” per impollinatori collocate in posizioni di elevata visibilità. La scacchiera è costituita da quadrati erbosi di tre metri per tre, distanziati di mezzo metro, gestiti ciascuno in modo diverso.

Lo sfalcio differenziato

Lo sfalcio differenziato prevede il taglio della vegetazione erbacea in modo non uniforme, lasciando alcune aree intatte perché sfalciate con minore frequenza rispetto ad altre. L'obiettivo è aumentare le risorse di cibo e rifugio per la biodiversità all’interno delle aree verdi, compresi gli impollinatori, consentendo le fioriture e creando un mosaico di habitat diversi che possano supportare una maggiore varietà di specie animali e vegetali. Le aree sfalciate e non sfalciate vengono turnate nel tempo. Fattore determinante è la rimozione della biomassa che può essere utilizzata per compostaggio in altro ambito. L’altezza di sfalcio è di circa 10 centimetri. Per le aree interessate è previsto uno sfalcio l’anno, tra fine giugno e inizio agosto, per permettere la fioritura e la semina di specie erbacee e fornire rifugio agli insetti. Può essere previsto un eventuale secondo sfalcio a ottobre nel caso di una ricrescita particolarmente vigorosa della vegetazione.

I bug hotel

Un “bug hotel” è una struttura generalmente in legno e altri materiali naturali progettata per fornire rifugio e siti di nidificazione a diverse specie di insetti, in particolare quelli impollinatori. L’obiettivo è supportare le popolazioni di impollinatori contribuendo alla biodiversità locale e favorendo i processi di impollinazione, essenziali per la riproduzione di molte piante e per la produzione di frutta e semi. I bug hotel vanno posizionati in aree soleggiate, o semi-ombreggiate, preferibilmente orientate a sud o sud-est, per garantire il riscaldamento mattutino. Dovrebbero essere protetti dai venti forti e collocati in prossimità di aree ricche di fiori e piante nettarifere/pollinifere. Vanno invece evitati i luoghi soggetti a ristagni d’acqua o zone di passaggio intenso che potrebbero disturbare gli insetti. Inoltre, va privilegiata una posizione leggermente sopraelevata da terra (ad esempio su paletti o basamento) per proteggere dall'umidità e dai predatori.

La siepe “quattro stagioni”

La realizzazione di una siepe mista, “quattro stagioni”, costituita da specie legnose autoctone, caratterizzata da vistose fioriture primaverili e abbondanti fruttificazioni autunnali, è finalizzata alla creazione di un habitat multifunzionale. L’obiettivo è supportare gli impollinatori e gli uccelli fornendo risorse alimentari cruciali. Come nettare e polline, per gli insetti nelle prime fasi della primavera quando altre fonti sono scarse, e frutti ricchi di energia per gli uccelli durante l’autunno e l’inverno. Inoltre, questa siepe contribuisce a creare corridoi ecologici, rifugio per la fauna minore, e a migliorare la diversità del paesaggio. Il progetto punterà comunque a migliorare le siepi esistenti. Queste saranno rigenerate con l’inserimento di specie autoctone selezionate anche per la loro resistenza a condizioni di siccità. Fra le possibili specie di riferimento, e a sviluppo limitato, vi sono: Prugnolo selvatico, Salice da vimini, Biancospino comune, Melo selvatico, Biancospino selvatico, Ciliegio a grappoli, Sorbo degli uccellatori, Sambuco nero, Corniolo, Rosa canina, Spino cervino, Ligustro comune, Carpino bianco, Nocciolo, Crespino.

La conservazione e la creazione di micro habitat

I microhabitat sono piccole porzioni di un ecosistema che presentano condizioni ambientali specifiche come luce, umidità e temperatura, e diverse da quelle degli ambienti circostanti. La loro funzione è cruciale perché permettono a specie diverse di coesistere in uno spazio limitato offrendo rifugi e fonti di nutrimento. Le azioni a loro supporto previste sono: l’impianto di bulbose di sottobosco, ossia di specie precoci come il Bucaneve o il Croco. Queste piante fioriscono quando le temperature sono ancora basse, offrendo nettare e polline essenziali per il risveglio post-invernale di api solitarie e bombi, quando altre fonti di cibo sono ancora scarse. Inoltre, la valorizzazione del legno morto, una delle risorse più ricche di biodiversità perché le piante morte in piedi sono fondamentali per i nidi dei picchi, mentre tronchi abbattuti a terra e cataste di residui di potatura offrono habitat insostituibili per gli insetti le cui larve dipendono dal legno in decomposizione. In più, piccoli mammiferi e anfibi possono trovare riparo tra i rami accatastati.

L’installazione di casette per uccelli e pipistrelli

Saranno anche installati nidi artificiali per uccelli e per pipistrelli (bat box). È un intervento importante per contrastare la perdita di condizioni per la nidificazione, come habitat e materiali naturali per la costruzione dei nidi, specialmente in contesti urbani o agricoli dove gli alberi cavi e i vecchi edifici sono sempre più rari. I pipistrelli sono animali particolarmente sensibili, in natura e in città cercano tre tipi di ambienti: arborei, come cavità nei tronchi, fessure sotto la corteccia sollevata o tra il fogliame denso; ipogei, come grotte naturali, crepe nelle rocce o fessure in pareti montuose; antropici, come edifici (sottotetti, intercapedini, anfratti lungo le pareti), ponti e rifugi artificiali. I nidi artificiali verranno collocati ad altezza adeguata su alberi o edifici. (sg)

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