Lunedì 23 settembre nella sala Tomadini in via Tomadini 30/a

"Fogolâr sostenibile": risultati di un’indagine nazionale sul riscaldamento a biomasse

Convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine

È dedicato a L'evoluzione del riscaldamento a biomasse legnose, dalla tradizione alla modernità il convegno “Fogolâr sostenibile”, organizzato dal Dipartimento di Scienze economiche e statistiche (DIES) dell’Università di Udine lunedì 23 settembre, alle 16, nella sala Tomadini di via Tomadini 30/a, a Udine. Nell’occasione, si farà il punto sul riscaldamento domestico a biomasse legnose nello scenario nazionale e regionale e verranno presentati i risultati tecnico-ambientali e socio-economici di un’indagine nazionale promossa dal DIES.

I lavori, coordinati dal vice direttore del settimanale Il Friuli, Alessandro Di Giusto, si apriranno con la relazione di Marino Berton, direttore di AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, che parlerà de Il riscaldamento domestico a biomasse legnose nello scenario nazionale delle energie rinnovabili. Lo scenario regionale del riscaldamento domestico a biomasse legnose verrà illustrato da Matteo Mazzolini, direttore di APE FVG, Agenzia Per l’Energia del Friuli Venezia Giulia. Fulvio Stel, responsabile di struttura “SOS Qualità dell'aria” di Arpa Fvg, spiegherà in che modo la legna utilizzata come combustibile in ambito domestico possa determinare alcuni problemi per la qualità dell'aria in Friuli Venezia Giulia.

A seguire, verranno presentati in anteprima i risultati di un’indagine nazionale promossa dal DIES che ha coinvolto 2 mila persone di tutte le regioni italiane. I risultati tecnico-ambientali e socio-economici saranno illustrati dal gruppo di ricerca del Dipartimento, formato da Paola Geatti, Veronica Novelli; Stefania Troiano e Francesco Marangon. Chiuderà il convegno Luciano Ceccon, già direttore del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Ateneo.

«L’indagine – spiega Francesco Marangon, coordinatore del progetto di ricerca e delegato del rettore per la Sostenibilità – è una delle prime che, nel nostro Paese, cercano di esplorare la situazione attuale nell’uso di legna per il riscaldamento domestico. Pesa molto la tradizione, anche in Friuli Venezia Giulia, ma la mancanza di un adeguato ammodernamento degli impianti usati dalle famiglie può determinare, come rilevato anche dall’ARPA regionale, un impatto significativo sulla qualità dell’aria che respiriamo».

«Oggi la biomassa legnosa, antica fonte dalla caverna preistorica, è la principale rinnovabile in Italia e in Europa (dati ufficiali report statistico GSE). Le più moderne tecnologie di combustione – sottolinea Marino Berton, direttore di AIEL - consentono oggi di raggiungere livelli di efficienza anche superiori dell'85%, con una riduzione delle PM da oltre 500 milligrammi al metro cubo per un caminetto a fiamma aperta e fino a meno di 10 milligrammi al metro cubo nelle più moderne stufe a pellet. E si tratta di apparecchi domestici che si possono accendere con lo smartphone da remoto, impostando temperatura e orario di accensione, anche a centinaia di chilometri di distanza: niente a che vedere con il vecchio "spolert" friulano o cucina economica veneta. Ma, come dimostra anche la ricerca dell’Università di Udine, la gente non lo sa».

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