Un confronto con le piccole e medie imprese della Carinzia nel quadro del programma Interreg Italia-Austria

Le Pmi della provincia di Udine

Studio su un campione di 230 aziende friulane confrontate con 100 omologe carinziane

Elevata propensione all’innovazione e all’assunzione del rischio e assetti proprietari concentrati nelle mani dell’imprenditore e della famiglia. Sono alcune delle caratteristiche delle piccole e medie imprese della provincia di Udine emerse da una ricerca coordinata dal Dipartimento di scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine. Lo studio, di durata biennale, ha coinvolto un campione di 230 Pmi friulane e 100 del land austriaco della Carinzia. Obiettivo: individuare i gap finanziari manifestati dalle imprese e proporre percorsi per potenziare i servizi finanziari a creditizi a supporto dell’imprenditorialità. La ricerca ha messo a confronto assetti proprietari, mercati di riferimento, strategie competitive, orientamenti imprenditoriale e rapporti col sistema creditizio e finanziario.

Il progetto, intitolato “Strumenti finanziari a supporto dello sviluppo delle Pmi”, è stato coordinato da Josanco Floreani e Michela Mason. Lo studio si è svolto in collaborazione con il partner austriaco Pöschl&Partner, nell’ambito del programma Interreg Italia-Austria.

I risultati sono stati presentati oggi all’ateneo udinese in un convegno sulle piccole e medie imprese friulane e carinziane coordinato dal direttore del Dipartimento di scienze economiche e statistiche, Andrea Moretti.

I risultati principali

In entrambi i campioni territoriali, le Pmi intervistate hanno proprietà sostanzialmente concentrate nelle mani dell’imprenditore e della famiglia: 80% per le imprese udinesi, 90% per quelle carinziane. Le imprese friulane presentano in media una maggiore partecipazione femminileal capitale sociale, 40% contro 30%. In Carinzia, invece, si osserva una maggiore incidenza di Pmi a elevata occupazione femminile, con il 47% di imprese che occupano oltre il 40% di donne sul totale addetti; la percentuale è del 29% per le imprese udinesi. Quanto all’orientamento imprenditoriale, le aziende friulane sono più orientate all’assunzione del rischio e all’innovazione, mentre quelle carinziane sembrano maggiormente inclini a un comportamento proattivo, cioè maggiore attitudine al miglioramento e alla reazione ai cambiamenti di contesto ambientale.
 
Gli aspetti finanziari
Le Pmi udinesi operano in media con maggiori livelli di indebitamento (debiti finanziari sui mezzi propri): 4,5%, rispetto allo 0,9% delle carinziane. Inoltre tendono a mantenere relazioni con un maggior numero di banche, 4, contro le 2 di quelle carinziane. Queste ultime sono maggiormente propense a lavorare con una banca di riferimento, il 92% contro il 72% delle imprese udinesi, con la quale viene gestita larga parte delle relazioni finanziarie.
 
Sotto il profilo degli apparati organizzativi dedicati all’analisi dell’adeguatezza delle modalità di finanziamento,le Pmi carinziane sembrano maggiormente strutturate. Il 70% di esse, infatti, contro il 55% di quelle della provincia di Udine fa una valutazione sistematica dell’adeguatezza delle proprie modalità di finanziamento. Nelle imprese udinesi questa funzione è in maggior parte svolta dall’imprenditore o dal commercialista. In quelle carinziane si registra invece un maggior coinvolgimento dell’amministratore delegato o direttore finanziario, il che evidenzia maggiori livelli di managerialità.
 
Riguardo la relazione con le banche, le imprese carinziane sono maggiormente soddisfatte delle omologhe udinesi. Su una scala da 1 a 7, le Pmi carinziane esprimono in media un giudizio pari a 5, il valore è 4 per quelle udinesi.
 
Differenze significative emergono in relazione alle restrizioni all’accesso al credito. Le imprese carinziane lamentano criticità legate alla disponibilità di adeguate garanzie, 42% contro il 20% delle udinesi. Per queste ultime le criticità maggiori sembrano derivare da contrazioni nel fatturato e nei margini: 26% contro l’8% delle Pmi carinziane.
 
Quanto ai fabbisogni finanziari percepiti, le imprese udinesi manifestano sostanziali esigenze di finanziamento del capitale circolante (sfasamenti tra tempi di incasso dei crediti e tempi di pagamento dei debiti), il che significa maggiori tensioni sul fronte della liquidità. Di contro, le imprese carinziane presentano maggiori fabbisogni legati all’investimento in capitale fisso: su una scala da 1 a 7, il valore oltreconfine è 6 contro 4 delle imprese udinesi.
 
In entrambe le aree sono limitati i fabbisogni di finanziamento per investimenti in ricerca e sviluppo, alleanze strategiche con altre imprese e investimenti diretti esteri, anche se le imprese udinesi mostrano una maggiore propensione in tal senso. Sempre su una scala da 1 a 7, le Pmi udinesi attribuiscono in media un punteggio pari a 3 al fabbisogno di investimento in R&S, contro l’1 delle imprese carinziane.
 
Le imprese carinziane sono maggiormente propense a intraprendere programmi di ricapitalizzazione (raccolta di nuovi fondi di origine esterna o reinvestimento degli utili). Da 1 a 7, le aziende carinziane hanno una propensione media pari a 3,5, contro il 2 di quelle udinesi, ma con punte che arrivano a 6 contro 4 delle Pmi friulane.
 
Infine, verso i programmi di sostegno pubblico esistenti (es. finanza agevolata) sia in provincia di Udine che in Carinzia emerge una limitata soddisfazione delle imprese (valore medio 3 su una scala da 1 a 7).

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