Sicurezza del paziente in terapia intensiva, progetto europeo con l’Ateneo

Partecipato dal gruppo di ricerca in infermieristica coordinato da Alvisa Palese

I partecipanti al meeting di Dublino

Promuovere, a livello europeo, l’armonizzazione delle pratiche cliniche e lo sviluppo di competenze avanzate per rafforzare la sicurezza del paziente nelle unità di terapia intensiva. Questo l’obiettivo del progetto “Patient safety related outcome measures in european intensive care unit” partecipato dall’Università di Udine con un gruppo di ricerca in ambito infermieristico del Dipartimento di Medicina coordinato da Alvisa Palese e il supporto di Gaia Dussi. Per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto a Dublino si sono riuniti esperti, ricercatori e professionisti sanitari di numerosi Paesi europei. In particolare, l’iniziativa si propone di avanzare la sicurezza del paziente attraverso la misurazione standardizzata di tre indicatori di esito relativi alla sicurezza dei pazienti: le lesioni da pressione, le infezioni correlate all’assistenza e delirium, l’analisi dei processi che ne determinano l’insorgenza. Nel contempo il progetto intende favorire lo sviluppo di studi multicentrici su larga scala e l’implementazione di interventi innovativi per ridurre eventi avversi prevenibili.

«La partecipazione dell’Università di Udine a questo progetto – spiega la professoressa Palese – rappresenta un’importante opportunità di collaborazione internazionale e crescita per il sistema sanitario europeo, con l’obiettivo di garantire cure sempre più sicure, efficaci e centrate sulla persona. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto interdisciplinare e internazionale, favorendo la condivisione di evidenze scientifiche, esperienze e strategie operative. In particolare, è stata ribadita la necessità di sviluppare approcci standardizzati e basati su evidenze per migliorare gli esiti clinici e garantire cure sicure e di qualità ai pazienti».

Il progetto, quadriennale e con 24 Paesi partecipanti, è coordinato dal Royal College of Surgeons in Irlanda. Il network coinvolge: Albania, Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Italia, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Turchia, Regno Unito. L’iniziativa rientra nel programma Cost – European Cooperation in Science and Technology finanziato dall’Unione europea. (sg)

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