In mostra a Villa Manin fino al 19 marzo 2017

“Sconfini”: la poetica di Lorenzo Mattotti in 400 opere

Un percorso che esplora la sperimentazione di diversi linguaggi pittorici

Un percorso fatto d’introspezione, dove l’intensità dell’immaginario fa da padrone assieme all’arte della composizione e il colore manifesta il potere dell’espressività, ma anche di attenzione al quotidiano, a volte espresso in tutta la sua crudezza. Così si può riassumere la produzione di Lorenzo Mattotti che si può ammirare in “Sconfini”, la nuova mostra che nella prestigiosa cornice di Villa Manin di Passariano trova la sua location ideale. Curata da David Rosemberg in collaborazione con Giovanna Dury, organizzata dall’Ente Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con la Fondation Hélène & Édouard Leclerc e con la partecipazione della Fondazione Crup.
 
Dopo il successo della prima tappa a Landerneau, sede della Fondation Hélène & Édouard Leclerc in Bretagna, che l’ha resa la prima esposizione francese non parigina per afflusso di pubblico, la mostra arriva in Friuli Venezia Giulia, rivisitata appositamente dall’artista per la sede di Villa Manin e arricchita di ulteriori pezzi provenienti da importanti collezioni private.
 
Lorenzo Mattotti è un pittore, illustratore, autore, viaggiatore ed è difficile catalogarlo: si tratta di uno sperimentatore di tecniche e di linguaggi. Con la sua ecletticità spazia dal fumetto, all’illustrazione e vanta collaborazioni con artisti importanti come Lou Reed, Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh e molti altri.
 
La mostra “Sconfini” consiste in un percorso non cronologico e strutturato come una composizione musicale, con i suoi tempi e le sue pause e pure con le proprie cadenze, dove il “nosce te ipsum” dell’artista viene approfondito, secondo i suoi umori e i suoi pensieri. Il suo eclettismo si manifesta sia attraverso le tecniche utilizzate - dalla china all’acquerello, dal pastello alla pittura lieve – che dai formati (si va dai piccoli fogli alle grandi tele).
 
Il mondo del maestro Mattotti è fatto di amori, affetti, paure infantili e senili, angosce, catastrofi, frenesie cittadine e paesaggi mitici, fatti domestici e storie lontane in un incedere fluido e continuo, tra visioni e umori che cambiano. In “Bestie e cani di razza” (1997) l’artista rappresenta una cruda realtà, dove i clochard sono aggrediti da cani di razza. I colori sontuosi dell’opera esprimono una brutalità non indifferente che si scontra con il tema della povertà e dell’abbandono. “Marisol” (1997) l’artista approfondisce il tema dell’angelo, che rappresenta la compassione senza entrare nel religioso. L’amore è, invece, il leit-motiv di “Nell’acqua” (2006): qui Mattotti crea un dialogo armonioso, dove i corpi abbracciati si lasciano cullare in una quasi assenza di gravità.
 
La mostra resterà aperta fino al 19 marzo 2017. Per orari e prezzi dei biglietti si può consultare il sito www.villamanin.it.

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