Incontro del ciclo “Stato dell’Unione: quali prospettive per un mondo migliore?”

Cittadinanza e valori europei: significato, situazione e prospettive

Focus online il 18 maggio, alle 10, organizzato dai Centri di documentazione europea degli Atenei di Udine e di Catania

Cosa significa essere cittadini europei? Quali sono i tratti distintivi e fondativi della cittadinanza europea e su quali valori si basa? Quali sono le prospettive future per i cittadini dell’Unione? A queste e altre domande cercherà di rispondere giovedì 18 maggio, dalle 10.00 alle 11.30, il convegno online “Cittadinanza e valori europei”. L’incontro è organizzato dai Centri di documentazione europea (Cde) delle Università di Udine e di Catania. L’appuntamento si potrà seguire in diretta sui canali Facebook (Rete CDE Italia - Centri di Documentazione Europea | Facebook) e Youtube (ReteItalianaCDE - YouTube) della Rete italiana dei Centri di documentazione europea. Per iscriversi al collegamento Streamyard all’evento. L’evento rientra nel ciclo di incontri formativi “Stato dell’Unione: quali prospettive per un mondo migliore?” promosso dalla rete italiana dei Cde.

L’incontro sarà introdotto dai responsabili dei Cde di Catania e Udine, Rosario Sapienza e Claudio Cressati. Seguiranno gli interventi: Alessia-Ottavia Cozzi, docente di diritto pubblico dell’Ateneo friulano, illustrerà contenuti e significato della cittadinanza europea; Francesco Caudullo, responsabile documentalista del Cde dell’Università di Catania, parlerà dei valori e dei principi della cittadinanza europea; Daniela Cattalini, responsabile documentalista del Cde di Udine, illustrerà i documenti e gli strumenti per lo studio della cittadinanza europea.

«L’Unione europea - spiega il professor Cressati - è una realtà plasmata dall’esperienza comune e condivisa di 27 Stati membri, ma è anche un soggetto in divenire. Essa non si limita ad un partenariato economico ma, nel rispetto dello Stato di diritto, si sta affermando come soggetto politico democratico, unico nel suo genere, impegnato a definire una società europea libera, tollerante, giusta, solidale, inclusiva e sostenibile e ad offrire ai suoi cittadini e alle future generazioni una migliore qualità della vita».

«È in questo quadro – aggiunge la professoressa Cozzi – che è nata la cittadinanza europea. Già nel 1992 l’Avvocato generale Sir Francis Jacobs aveva affermato che ciascun cittadino che circolava in Europa avrebbe avuto il diritto non solo di svolgere la sua attività commerciale o professionale e di mantenersi alle stesse condizioni di vita e di lavoro dei cittadini dello Stato ospitante, ma anche di poter contare su un codice di valori fondamentali comuni, basati sui diritti dell’uomo e sulle libertà fondamentali, tanto da poter dire ovunque, in Europa, “civis europeus sum”.

«Che ne è di questo anelito – evidenza la docente –, tradotto nelle norme giuridiche nei Trattati, ora che l’Unione europea affronta le gravi criticità che segnano a livello globale il nostro tempo, quali la minaccia ambientale e climatica, la pandemia, la scarsità di risorse, la crisi economica e finanziaria, la questione energetica, le migrazioni incontrollate, le conflittualità geopolitiche, il terrorismo internazionale, il populismo e il nazionalismo? A queste domande fondamentali – conclude Cozzi –, rese esplicite dalle priorità stabilite dall’attuale Commissione europea e collegate al Piano per la ripresa dell’Europa, con NextGenerationEU e altre azioni, cercherà di dare risposta giovedì 18 maggio l’incontro “Cittadinanza e valori europei”».

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